PERCHÉ MALCANTONE?

Le risposte a questa domanda sono parecchie e disparate.
Su questo argomento si è scritto a più riprese, se ne parla, si discute ma la ragione vera e propria, storica, documentata non è ancora venuta alla luce.
Con questa nota intendiamo elencare le diverse congetture sorte attorno al nome tanto discusso.
Nelle antiche pergamene del medioevo il nome “Malcantone” non viene citato, il compianto Dr. Enrico Maspoli ritiene che soltanto intorno al 1700 appare in una carta topografica del lago di Lugano ove leggesi la denominazione Mal-Cantone (due parole).
Ancora il Maspoli afferma che Malcantone derivi dal latino «Malus Angulus» epiteto affibbiato da un vescovo di Como venuto in visita pastorale nel Basso Malcantone a una parrocchia il cui gregge appariva un po’ sbandato e forse restio a pagare puntualmente le dovute decime, come d’altronde anche quelli di Breno che si rifiutavano di versare le decime all’abate di Sant’Abbondio in Como.
Alcuni storici vogliono che Malcantone significhi terra dei meli (locus malis), dunque, Malcantone terra fruttifera di meli (un tempo forse) ma questa non è una ragione sufficiente per giustificare il nome.
Si vuole pure che Malcantone significhi terra di magli e mulini.
In verità la nostra regione per la ricchezza delle sue acque ne contò un gran numero.
Basti pensare ai ruderi e ai pochi rimasti scaglionati sui fiumi Magliasina, Tresa, Lisora e sui torrenti Pevereggia e Romanino; a dir poco siamo sulla trentina tra mulini, torchi e magli.
Sembra pure che «Mal» sia derivato dal tedesco «mahlen», macinare.
Malcantone, terra dunque dove si macina il grano, così dal 1500 in poi quando i confederati Landfogti pensavano pure a percepire le molende sui mulini e sui torchi della regione. Ma anche qui l’etimologia «Mahl» non regge.
Infine Malcantone dovrebbe significare terra rifugio di soldatesche, disertori, banditi, contrabbandieri e profughi. Insomma terra di confine passaggio obbligato delle armate di invasori, barbari che calavano da nord per scendere in Lombardia e sempre per la via aperta: Monte Ceneri, Agno, Ponte Tresa, Marchirolo e Ponte Tresa-Luino.
E se il nome dovesse davvero significare terra di tanti mali basti ricordare che la scintilla che provocò la guerra (dei dieci anni) tra Como e Milano (secolo XII) partì precisamente dal castello di San Giorgio di Magliaso ove venne trucidato quel vescovo dissidente Landolfo di Carcano, sostenuto dai milanesi contro il vescovo eletto dai comaschi.
Malcantone poi ricorda la regione degli uragani. Infatti i temporali malcantonesi sono proverbiali, tanto che i cittadini di Lugano scrutando l’orizzonte verso il Lema sono soliti esclamare: «se ul tempural al vegn dal Malcantone mettii i man in orazion».
Il parroco di Sessa ci dà un’altra interpretazione, spiegandoci che Cremenaga, una delle 27 frazioni del comune di Monteggio, in latino «Crimin ager», significa luogo di criminali.
È indubbio che la denominazione di Malcantone doveva essere dapprima circoscritta solo alla valle della Tresa (Basso Malcantone), in quanto nel Medio Evo si parla di Val d’Arosio per l’Alto Malcantone e Val Magliasina per questo versante.
Non si sa in quale epoca tale nominativo sia passato a comprendere tutta l’attuale regione malcantonese dalla Magliasina alla Tresa, dal Rogorio ai Gradiccioli.
Per concludere questo breve studio diremo che tradizioni popolari, ragioni storiche, politiche, religiose, etnografiche hanno contribuito a creare questo nome che si fa propaganda da sé per lo strano battesimo atto a suscitare curiosità.
Nonostante l’incriminata parola esaltiamo la nostra terra.
Gran bella regione per la sue verdi valli, la vaghezza dei colli, la chiostra dei monti, per gli idilliaci paesini, i poggi solatii, le pittoresche rive dei fiumi, il clima temperato, il panorama ameno e variato, per la sua gente, attiva, intelligente, franca, tenacemente attaccata alla sua terra ed alle sue tradizioni.
 

>> Tratto da fondazionemalcantone.ch